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IPPOCRATE O IPOCRISIA?

Duemila anni fa fu la stagione del medico ippocratico, la cui vita e la cui professione erano guidate da etica ed efficacia, da un’istanza di moralità coniugata con una istanza di utilità pratica per il paziente. Ritornare ad Ippocrate? Secondo me, la domanda è mal posta. Proporre antistorici ritorni al passato, alla cosiddetta “buona Medicina del buon tempo antico”, è espressione di ipocrisia. Come, d’altro canto, è da ipocriti non ammettere che l’“high tech” – cioè la supertecnologia superinvasiva applicata alla Medicina e la sensazione di onnipotenza e di superiorità che investono il medico moderno che ne fa uso sul paziente – hanno portato molti medici di oggi ad ignorare l’“high touch”, cioè il contatto umano, l’ascolto, la mano guidata, oltre che dalla tecnologia, anche da altre ragioni profonde, quali la comune natura umana con il paziente, la comprensione, il rispetto della sua dignità e dei suoi diritti, il senso della bellezza dei sentimenti e della vita, l’empatia, la coscienza dei propri limiti. L’autentico spirito ippocratico – libero da ipocrite nostalgie come da altrettanto ipocriti supertecnicismi – dovrebbe invece portarci a guardare al futuro indirizzando la Scienza – e la Medicina che su di essa è fondata – a riallacciare i suoi legami metodologici ed etici con la Filosofia e con l’Arte, sua gemella. Oggi, che lo sviluppo scientifico-tecnico sembra conflittuale – soprattutto nel campo della Medicina – nei confronti dell’Umanesimo liberale e progressista, sotto il cui segno era nato, con l’intento di dare all’Uomo maggiore benessere e maggiore libertà, è giunto il tempo di dare alla ipocrita tecnomedicina il suo “senso del limite” ippocratico, un limite che non è un divieto, ma una regola etica, una ragione filosofica ed una ispirazione artistica. “Il futuro ha un cuore antico”, scrisse sessant’anni fa un medico, Carlo Levi. L’ansia del futuro che incalza nella Scienza e nella Medicina non può portarci a dimenticare la Filosofia, come metodologia scientifica ed etica e l’Arte, come passione e fonte di intuizione.

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