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RINOFILLER O RINOPLASTICA?

Iniziamo dalla terminologia: anzitutto, va precisato che la definizione “rinofiller o rinoplastica non chirurgica” è del tutto impropria.

Infatti, una rinoplastica, per definizione, è una procedura esclusivamente chirurgica. Viceversa, l’infiltrazione di filler a base di acido ialuronico o di altre sostanze, al di sotto della cute nasale potrebbe semmai essere definita “modellamento nasale non chirurgico” (in Inglese: “non-surgical rhino-modelling”).

L’importanza di una corretta definizione della procedura non è teorica; per contro, è molto utile – anzi, direi fondamentale – nella pratica clinica, per evitare confusioni pericolose, che potrebbero causare errori tecnici e spiacevoli conseguenze per i pazienti.

Di fatto, nel campo della Medicina Estetica e della Chirurgia Estetica, come in qualsiasi altro campo scientifico, ad ogni definizione deve corrispondere uno ed un solo tipo di procedura.

Pertanto, non è possibile chiamare “rinoplastica” l’infiltrazione di un filler sotto la cute del naso, proprio perché – a differenza di una rinoplastica propriamente detta, ossia di un intervento chirurgico di rinoplastica – l’infiltrazione di un filler sotto la cute del naso non consente di modellare lo scheletro osseo e cartilagineo della piramide nasale e, pertanto, non può in alcun modo permettere di ottenere un correzione valida e permanente della forma del naso.

Quindi, a questo proposito, è estremamente importante essere chiari: non esiste nessuna tecnica di riempimento sottocutaneo che possa in alcun modo sostituire la chirurgia nasale, per la correzione della forma della piramide nasale stessa.

Il fatto che in alcuni casi – in effetti, solo in pochi casi, molto selezionati – un filler possa comunque essere infiltrato sotto la cute nasale non significa affatto che questa infiltrazione sia da ritenere la soluzione migliore per quei casi clinici.

Per contro, anche nei pochi casi in cui si possa pensare di ottenere una correzione – per quanto minima, parziale e temporanea – di un aspetto della piramide nasale con un filler, quella stessa correzione si ottiene comunque, in maniera molto più efficace ed in via definitiva, con una rinoplastica.

Gli unici possibili candidati per un modellamento nasale non chirurgico – peraltro di efficacia moderata e di durata limitata a pochi mesi – potrebbero essere i seguenti pazienti: 1) coloro che presentano una depressione lieve del dorso nasale; 2) coloro che lamentano una modesta asimmetria delle pareti nasali laterali o della punta nasale; 3) coloro che presentano una punta nasale troppo appuntita e desiderano renderla leggermente più arrotondata.

Va comunque ribadito, a questo proposito, che tanto le depressioni del dorso nasale quanto l’asimmetria delle pareti nasali quanto la punta troppo appuntita possono comunque essere corrette in modo molto più appropriato, sicuro e duraturo con una rinoplastica.

D’altra parte, tutti gli altri dismorfismi della piramide nasale non sono affatto correggibili con i filler mentre sono correggibili tutti con le tecniche di rinoplastica chirurgica.

Va infine osservato che non esiste letteratura scientifica a sostegno della validità del modellamento nasale non chirurgico, il che significa che si tratta di una metodica non universalmente riconosciuta ed accettata, non ben collaudata e non standardizzata, che, pertanto, espone il paziente – il quale si sottopone inconsapevolmente a questa metodica – a rischi di complicazioni, indipendenti dall’esperienza di chi inietta il filler, non studiate in modo approfondito e non chiaramente prevenibili.

Tra questi rischi il più significativo è senz’altro la necrosi della cute nasale sovrastante alla sede dell’infiltrazione di filler, in seguito ad una infiltrazione sottocutanea eccessiva, che può danneggiare la stessa vascolarizzazione cutanea.

È molto importante, quindi, che il paziente, prima di convincersi a sottoporsi ad un modellamento nasale non chirurgico, comprenda chiaramente che si tratta di una procedura che ha pochissime indicazioni – spesso molto differenti dalle richieste del paziente stesso – che è poco efficace, che ha effetti di durata molto limitata, che è rischiosa e che, pertanto, non è neanche lontanamente paragonabile ad una rinoplastica chirurgica.

A conclusione, mi permetto di aggiungere forse un po’ cinicamente, ma realisticamente – che il modellamento non chirurgico del naso sia il “rifugium peccatorum” di coloro che non praticano rinoplastiche perché non le sanno fare.

 

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